Colours. Therapy. Interior Design.

I colori (…) veicolano dei codici, dei tabù, dei pregiudizi cui obbediamo senza saperlo, possiedono significati reconditi e influenzano profondamente il nostro ambiente, i nostri comportamenti, il nostro linguaggio e il nostro immaginario – Il piccolo libro dei colori – Michel Pastoureau; D.Simonnet)

Il ruolo dei colori è veramente importante, specialmente nel marketing e nel visual merchandising: psicologicamente ogni colore ha un diverso impatto sulla nostra percezione dello spazio del contesto, dell’esperienza visiva in generale.

Quando entriamo in un ristorante, (si pensi alle catene più famose di fast food per esempio), lo studio dei colori, nonchè del layout generale del posto, gioca sicuramente un ruolo importantissimo nell’esperienza del consumatore e nell’idea che l’azienda vuole dare di se ai suoi clienti.

Anche nell’arredare la propria casa, la scelta dei colori deve essere meditata (per quanto possibile); ce lo spiega la Cromoterapia.

La cromoterapia è collocabile tra le medicine alternative e spiega come l’uso dei colori rappresenti una terapia volta al trattamento di disturbi di varia entità.

Essa non si avvale di nessuna prova scientifica ma dimostra come i colori siano indispensabili per ritrovare l’armonia e l’equilibrio del corpo e dello spirito.

Il verde, per esempio, è il simbolo dell’armonia, della natura e dell’equilibrio. Esso agisce a livello del sistema nervoso dunque contribuirebbe a infondere armonia e calma. – L’uso di questo colore è consigliabile quindi nelle camerette dei bambini, nelle librerie, nei bagni, nei centri benessere.

Il rosso  è forza, vita, passione. Osservare intensamente per esempio una parete rossa può incrementare la pressione del sangue ed accelerare il polso. La cromoterapia ritiene questo colore utile contro la depressione. Inoltre il rosso, (ma anche l’arancio intenso) stimolano l’appetito: ecco perchè spesso le cucine e i ristoranti optano per questo colore.

Contrapposto al rosso troviamo il blu, per il suo effetto calmante, tranquillizzante e rinfrescante. Si utilizza il blu nelle pareti per lenire lo stress e tutti i problemi ad esso annessi come l’ansia e l’insonnia. Spesso il blu (ma anche l’indaco e il celeste) viene utilizzato sulle pareti subito dietro fonti luminose (come monitor e televisori) per dare sollievo agli occhi. – Anche il blu può essere usato nelle livingroom, nei centri estetici/benessere e nelle camere da letto.

Il giallo è il colore dell’intelletto. Secondo i cromatisti funge d’aiuto allo studio e favorisce la concentrazione. Sembra essere in grado di infondere felicità, gioia e protezione. Viene consigliato per arredare gli uffici, le scuole e le aree gioco.

Ma il colore ha anche effetti sulla percezione visiva: giocare con i colori permette di “ingrandire” o “rimpicciolire” un ambiente per esempio oppure “incupire” o donare luminosità ad una stanza.

Ecco alcuni esempi di colori applicati all’interior design che possono essere spunto per un relooking!

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Oggetti e simboli: Le case d’Italia. La Puglia. Le ceramiche di Grottaglie.

La mia quasi ossessione per la semiotica mi porta il più delle volte ad excursus storico-social-culturali sugli oggetti e le usanze di cui tratto e, quando parlo di Puglia, gioco inevitabilmente in casa.

Amante delle manifatture in generale, ma fortemente legata alle ceramiche, in questo articolo vi parlo di Grottaglie.

Ridente cittadina nel tarantino, Grottaglie è nota per la produzione di ceramiche: le bellissime botteghe artigianali sorgono soprattutto nel “quartiere delle ceramiche” dove il blu cobalto, il giallo, il rosso e il verde dei cocci spiccano sulle pareti bianche.

quartiere delle ceramiche - Grottaglie (TA)

Ma, oltre ai bellissimi piatti (tipicamente decorati con immagini di galletti) che ancora oggi vengono utilizzati nell’uso quotidiano (oltre a quelli finemente decorati che spesso vengono solo appesi come quadri poichè di inestimabile valore e bellezza) le ceramiche grottagliesi sono prelopiù oggetti rubati alla quotidianità di un passato non molto lontano e trasformati in suppellettili.

I Pumi, per esempio, svalutati del loro forte simbolismo pagano, vengono oggi usati come mere decorazioni. In tempi passati regalare “Pumo dè fiure” cioè “bocciolo di fiore” (nel dialetto ostunese) era invece di buon auspicio e lo si donava in occasione di eventi importanti.

Anche a livello sociale il Pumo rivestiva un importante ruolo: in passato solo le case dei ricchi signori ne erano adorne.

pumi

PUMi

pumi

Decorativi ma a mio dire alle volte un po’ inquietanti sono invece le Pupe e i Cavalieri

Le Pupe sono una specie di bambole o busti in ceramica: uomini baffuti vestiti con abiti femminili, donne in abiti succinti.

Le forme di questi oggetti risalgono al XVII secolo quando la dominazione spagnola era tanto consolidata quanto aborrita dal popolo. Il signorotto esercitava un’autorità assoluta sulle terre a lui assegnate compreso lo ius prime noctis (il diritto di trascorrere la prima notte di nozze con la sposa di un proprio servo) e, secondo la leggenda, un contadino decise di sottrarre la moglie a questo sopruso. Alcune versioni narrano che si sia travestito da donna per offrirsi al signorotto (di qui il personaggio maschile che solitamente regge un dono); altre affermano che si sia travestito per assassinare il suo signore (e in quest’altro caso stringe un pugnale). Il contadino venne però smascherato a causa dei baffi che aveva dimenticato di tagliare e venne giustiziato, ma la popolazione insorse e riuscì a far decadere questa ingiusta legge.

I cavalieri, rappresentano, invece, gli spagnoli (Zevallos), dominatori in Puglia.

Le forme date a questi oggetti erano sopratutto atte ad essere utilizzate come ampolle, fiaschette e oliere.

cavalieri

pupe

pupe

La Puglia è stata prevalentemente terra di contadini dunque tutti gli oggetti e manufatti che tanto apprezziamo perchè sono ormai il simbolo di questa terra è da considerarsi essere stati principalmente creati per essere utilizzati nella vita di tutti i giorni.

Vi rimando quindi al prossimo articolo per approfondire questo tema (come ho già spiegato all’inizio del post starei a parlarne per ore!) : parlerò di mùmmolialbarelli, ciarle, marruf, capase e capasoni.

#homestaging Vol.1

design ideas

Mi piace parlare di tutto ma amo parlare del mio lavoro.

Come già accennato, Dandy Boutique è una delle mie creazioni, non solo perchè ne curo la parte Marketing e Comunicazione, ma perchè è stata la mia prima ristrutturazione fast e low cost, al punto che ancora ne parlo come un’intervento in grande di home staging.

Il fondo di 16mq+soppalco era stato utilizzato per un paio di mesi come temporary shop da due ragazze che a loro volta avevano riutilizzato bancone e mensole del precedente negozio (sigarette elettroniche) e lo avevano allestito alla meglio dipingendo loro stesse a mano sul muro e tappezzando con stoffa in velluto azzurro (che è tutto un dire) il mobilio in wengè.

Il concept della nostra boutique richiama le atmosfere eleganti e riservate dei salotti: i colori dominanti sono il grigio scuro, il cemento e l’argento con qualche tocco di bordeaux.

I tempi per il relooking sono stati molto stretti: tutto è stato fatto in 8 giorni (compresi rilievo, progettazione e studio del visual) e l’intervento ha riguardato:

– smontaggio dell’allestimento esistente;

– pannellatura atta a coprire la moltitudine di interruttori e prese che servivano ad illuminare le bacheche dello smoking store;

– stuccatura e tinteggiatura;

– acquisto e posizionamento del mobilio;

relooking 1

relooking 2

Trovate tutte le informazioni in merito al mio profilo professionale su http://www.idagiannattasio.altervista.org Interni D’Autore.

About me. About a blog.

about me.

Son forse un poeta?
No, certo.
Non scrive che una parola, ben strana,
la penna dell’anima mia:
“follia”.
Son dunque un pittore?
Neanche.
Non ha che un colore
la tavolozza dell’anima mia:
“malinconia”.
Un musico, allora?
Nemmeno.
Non c’è che una nota
nella tastiera dell’anima mia:
“nostalgia”.
Son dunque… che cosa?
Io metto una lente
davanti al mio cuore
per farlo vedere alla gente.
Chi sono?
Il saltimbanco dell’anima mia.

Rubo le parole a Palazzeschi per esprimere il mio essere. Rubo spesso parole agli altri, rubo pensieri, immagini, gesti… sono fatta della stessa sostanza di cui è fatto il mondo: sono fatta di arte, di libri, di musica, cibo… sono fatta di gente, quella che incontro ogni giorno, quella che non ho mai conosciuto, quella che mai incrocerò. Sono natura, sono cemento, sono vernice sui muri per strada; sono montagna, mare, sono Puglia, Liguria… sono Ida e questo è il mio blog.