Oggetti e simboli: Le case d’Italia. La Puglia. Le ceramiche di Grottaglie.

La mia quasi ossessione per la semiotica mi porta il più delle volte ad excursus storico-social-culturali sugli oggetti e le usanze di cui tratto e, quando parlo di Puglia, gioco inevitabilmente in casa.

Amante delle manifatture in generale, ma fortemente legata alle ceramiche, in questo articolo vi parlo di Grottaglie.

Ridente cittadina nel tarantino, Grottaglie è nota per la produzione di ceramiche: le bellissime botteghe artigianali sorgono soprattutto nel “quartiere delle ceramiche” dove il blu cobalto, il giallo, il rosso e il verde dei cocci spiccano sulle pareti bianche.

quartiere delle ceramiche - Grottaglie (TA)

Ma, oltre ai bellissimi piatti (tipicamente decorati con immagini di galletti) che ancora oggi vengono utilizzati nell’uso quotidiano (oltre a quelli finemente decorati che spesso vengono solo appesi come quadri poichè di inestimabile valore e bellezza) le ceramiche grottagliesi sono prelopiù oggetti rubati alla quotidianità di un passato non molto lontano e trasformati in suppellettili.

I Pumi, per esempio, svalutati del loro forte simbolismo pagano, vengono oggi usati come mere decorazioni. In tempi passati regalare “Pumo dè fiure” cioè “bocciolo di fiore” (nel dialetto ostunese) era invece di buon auspicio e lo si donava in occasione di eventi importanti.

Anche a livello sociale il Pumo rivestiva un importante ruolo: in passato solo le case dei ricchi signori ne erano adorne.

pumi

PUMi

pumi

Decorativi ma a mio dire alle volte un po’ inquietanti sono invece le Pupe e i Cavalieri

Le Pupe sono una specie di bambole o busti in ceramica: uomini baffuti vestiti con abiti femminili, donne in abiti succinti.

Le forme di questi oggetti risalgono al XVII secolo quando la dominazione spagnola era tanto consolidata quanto aborrita dal popolo. Il signorotto esercitava un’autorità assoluta sulle terre a lui assegnate compreso lo ius prime noctis (il diritto di trascorrere la prima notte di nozze con la sposa di un proprio servo) e, secondo la leggenda, un contadino decise di sottrarre la moglie a questo sopruso. Alcune versioni narrano che si sia travestito da donna per offrirsi al signorotto (di qui il personaggio maschile che solitamente regge un dono); altre affermano che si sia travestito per assassinare il suo signore (e in quest’altro caso stringe un pugnale). Il contadino venne però smascherato a causa dei baffi che aveva dimenticato di tagliare e venne giustiziato, ma la popolazione insorse e riuscì a far decadere questa ingiusta legge.

I cavalieri, rappresentano, invece, gli spagnoli (Zevallos), dominatori in Puglia.

Le forme date a questi oggetti erano sopratutto atte ad essere utilizzate come ampolle, fiaschette e oliere.

cavalieri

pupe

pupe

La Puglia è stata prevalentemente terra di contadini dunque tutti gli oggetti e manufatti che tanto apprezziamo perchè sono ormai il simbolo di questa terra è da considerarsi essere stati principalmente creati per essere utilizzati nella vita di tutti i giorni.

Vi rimando quindi al prossimo articolo per approfondire questo tema (come ho già spiegato all’inizio del post starei a parlarne per ore!) : parlerò di mùmmolialbarelli, ciarle, marruf, capase e capasoni.

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#homestaging Vol.1

design ideas

Mi piace parlare di tutto ma amo parlare del mio lavoro.

Come già accennato, Dandy Boutique è una delle mie creazioni, non solo perchè ne curo la parte Marketing e Comunicazione, ma perchè è stata la mia prima ristrutturazione fast e low cost, al punto che ancora ne parlo come un’intervento in grande di home staging.

Il fondo di 16mq+soppalco era stato utilizzato per un paio di mesi come temporary shop da due ragazze che a loro volta avevano riutilizzato bancone e mensole del precedente negozio (sigarette elettroniche) e lo avevano allestito alla meglio dipingendo loro stesse a mano sul muro e tappezzando con stoffa in velluto azzurro (che è tutto un dire) il mobilio in wengè.

Il concept della nostra boutique richiama le atmosfere eleganti e riservate dei salotti: i colori dominanti sono il grigio scuro, il cemento e l’argento con qualche tocco di bordeaux.

I tempi per il relooking sono stati molto stretti: tutto è stato fatto in 8 giorni (compresi rilievo, progettazione e studio del visual) e l’intervento ha riguardato:

– smontaggio dell’allestimento esistente;

– pannellatura atta a coprire la moltitudine di interruttori e prese che servivano ad illuminare le bacheche dello smoking store;

– stuccatura e tinteggiatura;

– acquisto e posizionamento del mobilio;

relooking 1

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Trovate tutte le informazioni in merito al mio profilo professionale su http://www.idagiannattasio.altervista.org Interni D’Autore.

About music. About Style. Lana Del Rey.

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E’ dal 2012 che seguo Elizabeth Grant, in arte Lana Del Rey.

Il gusto vintage, le atmosfere anni Sessanta/Settanta che rievoca con le sue canzoni, quel mix di indie Rock Pop… ma di lei ammiro la capacità con la quale ha legato la sua immagine alle sue canzoni.

E’ un’autrice da colonna sonora: la sua musica è rievocativa. tra le mie preferite Young and Beautiful, soundtrack de Il Grande Gatsby

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In un intervista a Vogue ha dichiarato: «Sono un animale notturno. Scrivo di notte, all’aperto, con molto rumore, la tivù accesa e la radio che suona. Fumando e bevendo caffè.»

intervista completa su http://d.repubblica.it/personaggi/2014/06/06/news/lana_del_rey_intervista_storia-2171270/?refresh_ce

Chissà perchè ho sempre pensato a la gran parte degli scrittori in questa mise mentre buttano giù i loro migliori capolavori.

E anche Lana non è da meno in quanto a parole:

Every time I close my eyes
It’s like a dark paradise
No one compares to you
I’m scared that you
Won’t be waiting on the other side
Every time I close my eyes
It’s like a dark paradise
No one compares to you
I’m scared that you
Won’t be waiting on the other side

 (Dark Paradise, Lana Del Rey, Album: Born to Die – 2012)

Ma “l’opera d’arte” (concedetemi il termine) Lana Del Rey è anche, soprattutto, un’icona della moda e dello stile: Mulberry gli ha dedicato una borsa e Jimmy Choo ha dato il suo nome a un paio di occhiali.

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Vernissage. Giorgio de Chirico. Con Vittorio Sgarbi.

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La Metafisica, il non luogo, Ferrara, i manichini (o statue per alcuni) …

Circondati dalle litografie di de Chirico, mangiando finger food e ascoltando Mr.Sgarbi parlare di ciò che per cui è nato, si passa un piacevole sabato pomeriggio qui in Liguria, anche senza andare a fare un bagno di russi a Vernazza.

Non mi perderò a parlare dell’artista che falsava le date delle sue opere, ci sono i libri di storia dell’arte per questo.

Quello che mi affascina è il potere che riconosce al passato.

Paolo Fabbri scrive: “De Chirico polemizzerà molto contro i suoi colleghi che pretendono di voler creare un’arte nuova, senza sapere in realtà da dove provengono. Per superare la storia dell’arte bisogna prima conoscerla e trarre da essa la maggior quantità di informazioni possibili, come, per esempio, quelle tecniche pittoriche e coloristiche di cui scriverà egli stesso un trattato.”

(leggi l’articolo completo su http://www.paolofabbri.it/corsi/txt/statua_dechirico.html)

Non siamo niente senza storia. Essa ci plasma, ci estende nel tempo e ci rende immortali. Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza, disse il Sommo Poeta. Mai attuale come ora.

Ed ecco qualche foto della mostra.

foto della mostra

foto della mostrafoto della mostra

eccomi lì nell'angolino...

eccomi lì nell’angolino…

The new Dandy. #lettureconsigliate : “Essere Dandy in 10 mosse”.

Charles Baudelaire scrive:

« Il dandismo appare in periodi di transizione in cui la democrazia non è ancora del tutto potente e l’aristocrazia ha appena iniziato a vacillare e cadere. Nei disordini di momenti come questi alcuni uomini socialmente, politicamente e finanziariamente a disagio, ma assolutamente ricchi di un’energia innata, possono concepire l’idea di stabilire un nuovo tipo di aristocrazia, ancora più difficile da abbattere perché basata sulle più preziose e durevoli facoltà e su doni divini che il lavoro e il denaro sono incapaci di donare.»

Dandy Boutique è il nome che ho voluto dare al mio negozio. Non a caso.

Letture consigliate #books

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Il libro è stato presentato in occasione della premiazione del concorso di scrittura Prix Parfums d’Orsay/WriteWear dal titolo Les dandys aux parfums(l’eleganza di essere Dandy), nella sede di Esxence, l’evento fieristico milanese dedicato al mondo dei profumi.

L’autrice, Patrizia Finucci Galloè scrittrice e giornalista, docente di scrittura creativa a Bologna. Attraverso il suo blog www.pfgstyle.com, ha diffuso la sua visione del dandismo moderno, estendendolo alle donne e coniando il termine Dandyf  ” neologismo nato per indicare la Donna Dandy (…) , una donna che sa andare oltre l’effimero e offrire contenuti: icona di stile, colta e socialmente impegnata. ”

” Il suo è uno stile di vita. È alla continua ricerca del bilanciamento (esteriore e interiore). (…)  La Dandyf non si accontenta della superficie delle cose, ma vuole indagarne il contenuto profondo. Ama le tradizioni che si tramandano nel tempo, ma il suo occhio è puntato al futuro. ”

Pur assurgendo ad essere un vero e proprio vademecum per la filosofia dandy dell’era moderna, questo libello in effetti racchiude i tratti fondamentali di quella che l’autrice riconosce come una nuova subcultura al quale aspirare di appartenere.

Intervistata dalla rivista Glamour, alla domanda Dandy si nasce o si diventa? , la scrittrice ha dichiarato:
«Dandy si diventa. In realtà è uno stato d’animo che compie il suo cammino e raccoglie, nel corso della vita, tutte le espressioni del bello. Ogni forma d’arte, ogni lettura, ogni passeggiata all’aperto o in mezzo ai propri pensieri, contribuisce a formare l’anima di una persona. Ad abbellire l’esistenza. Da bambini ci sembra magnifico tutto ciò che abbiamo intorno, da adulti impariamo la selezione. Un concetto a me molto caro. La concezione del tutto è pari a quella del niente. Solo il nostro sguardo sulle cose definisce e ritaglia, catturando quell’attimo di privilegio. Merleau-Ponty diceva che “l’occhio compie il prodigio di aprire all’anima ciò che non è anima, il gaio dominio delle cose”».

Trovate l’intervista completa su http://www.glamour.it/beauty-stories/personaggi/2015/03/23/identikit-della-dandy-del-nuovo-millennio/

About me. About a blog.

about me.

Son forse un poeta?
No, certo.
Non scrive che una parola, ben strana,
la penna dell’anima mia:
“follia”.
Son dunque un pittore?
Neanche.
Non ha che un colore
la tavolozza dell’anima mia:
“malinconia”.
Un musico, allora?
Nemmeno.
Non c’è che una nota
nella tastiera dell’anima mia:
“nostalgia”.
Son dunque… che cosa?
Io metto una lente
davanti al mio cuore
per farlo vedere alla gente.
Chi sono?
Il saltimbanco dell’anima mia.

Rubo le parole a Palazzeschi per esprimere il mio essere. Rubo spesso parole agli altri, rubo pensieri, immagini, gesti… sono fatta della stessa sostanza di cui è fatto il mondo: sono fatta di arte, di libri, di musica, cibo… sono fatta di gente, quella che incontro ogni giorno, quella che non ho mai conosciuto, quella che mai incrocerò. Sono natura, sono cemento, sono vernice sui muri per strada; sono montagna, mare, sono Puglia, Liguria… sono Ida e questo è il mio blog.